Controllo della progressione miopica in età pediatrica

La miopia è l’ametropia, cioè quel vizio refrattivo, dove l’immagine di un oggetto posto all’infinito si focalizza davanti il piano retinico e non su di esso, non consentendo così di vedere bene da lontano.
Questo è causato da un eccesso di potere del bulbo oculare, ecco perché necessita di un dispositivo (lente negativa o divergente) che va a togliere questo eccesso; da ricordare che il bulbo oculare ha un potere diottrico di circa 60 D.

Esempio: 
Un bulbo oculare con un potere diottrico di 62 D necessita di una lente – 2.00, ovvero della stessa entità dell’eccesso.
Il bambino miope si avvicina molto agli oggetti o alla tv, aggira gli ostacoli con difficolta’ e tende a evitare l’attivita’ sportiva perche’ non si sente sicuro di se’. Vede male da lontano mentre non ha particolari problemi nel leggere o disegnare.

La miopia si classifica in:
– Miopia da Curvatura (fa riferimento alla curvatura corneale)
– Miopia da Indice (fa riferimento al potere del cristallino)
– Miopia Assiale (fa riferimento alla lunghezza del bulbo oculare, nello specifico alla camera vitrea).
Quest’ultima è la più frequente. E’ bene ricordare che ogni mm di lunghezza corrisponde  a 3 D.
– Miopia Secondaria  (cioè causata da qualche condizione, es. la cataratta).
– Miopia Patologica (e’ quella miopia elevata che a causa della eccessiva lunghezza del bulbo oculare si associa a delle condizioni patologiche come l’atrofia corioretinica, la maculopatia, distacco della retina.

Si sta registrando che la miopia ha un netto aumento epidemiologico (si stima che entro il 2050 il 50% della popolazione mondiale sarà miope), anche a causa del fatto che ormai si tende ad usare più gli smartphone, i pc e stare meno all’aria aperta.

Poi, si associano altri fattori di rischio all’insorgenza miopica ed alla sua eventuale progressione, quali:
– fattore ereditario.
– posture errate.
– letture da vicino prolungate.
– occhiali con lenti sottocorrette.
– soggiornare in ambienti poco luminosi.

e il così tanto discusso….
– defocus ipermetropico periferico.

Ora cerchiamo di spiegare in cosa consiste:
Abbiamo detto pocanzi che nel miope il piano focale non cade sulla retina ma prima, a differenza del soggetto emmetrope (privo di difetto visivo); e quando andiamo a correggere con delle lenti tradizionali per miopia, questo piano focale lo portiamo sulla retina, ma più precisamente sulla parte centrale chiamata macula, ma come si nota in figura, in zona periferica il piano cade dopo la retina, questo viene chiamato defocus ipermetropico periferico, anche questo stimola la crescita del bulbo oculare, quindi un aumento miopico.

Oggi, fortunatamente ci sono dei rimedi con una importante evidenza scientifica che riguardano appunto il controllo della progressione miopica in età pediatrica.

Fondamentalmente esistono 2 metodi:
– biochimico (quindi farmacologico), attraverso l’uso dell’atropina, di esclusiva competenza del medico oculista!
– ottico/fisico attraverso l’applicazione di lac ortolocheratologiche (per intenderci quelle a porto notturno), lac morbide monouso a defocus miopico periferico e le ultime lof a defocus miopico periferico!

In qualsiasi caso, per aumentare le probabilita’ di successo è indicato iniziare il trattamento il prima possibile!!  le grandi aziende dell’oftalmica hanno progettato queste lenti a defocus miopico periferico che correggono al meglio il difetto visivo, non solo nella parte centrale della retina, dove siamo abituati a vedere, ma anche nelle parti periferiche, trasformando quel famoso piano focale in una parabola, e la scienza optometrica ha dimostrato che corregere al meglio anche nelle zone periferiche eviti la progressione del difetto.

La soluzione visiva da parte della multinazionale ESSILOR sono le lenti STELLEST, progettate per la gestione della miopia nei bambini.
2 anni di studi clinici hanno accertato che queste lenti rallentano la progressione miopica del 67% circa, grazie alla Tecnologia H.A.L.T. che consiste in una costellazione di 1.021 microlenti invisibili distribuite a cerchi concentrici sulla lente, creando così un volume di segnale luminoso di fronte la retina, il cui scopo è quello di rallentare l’allungamento del bulbo oculare.

Ovviamente la prescrizione di queste lenti deve esser effettuata previa visita oculistica e si consiglia inoltre eseguire ogni 6 mesi la biometria (esame che permette di monitorare la lunghezza assiale del bulbo oculare).

 Oltre al dispositivo, si raccomanda di seguire le buone regole, ovvero:
– La regola del “20” cioè ogni 20 minuti di visione applicata da vicino fare una pausa di almeno 20 secondi volgendo lo sguardo lontano a circa 20 metri di distanza.
– Correggere le posture durante lo studio evitando di piegare troppo la schiena in avanti mantenendo una distanza di lettura di circa 35 cm.
– Studiare in ambienti uniformemente ben illuminati.
– Stare almeno 2 ore al giorno all’aria aperta, per volgere lo sguardo da lontano e perché la radiazioni uv hanno anche degli effetti positivi sull’aspetto della crescita del bulbo oculare, in quanto favoriscono al nostro organismo la produzione di dopamina, la quale è un neurotrasmettitore che rallenta la crescita del tessuto retinico e di quello sclerale, quest’ultimo per capirci è la parte bianca del nostro occhio; ecco perchè è importante stare all’aria aperta!

Un altro metodo alternativo della correzione miopica e/o del controllo della progressione miopica (in età pediatrica) è l’ortocheratologia, tecnica di applicazione della lente a contatto a porto notturno (ortocheratologia).