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LAC terapeutiche

Largamente utilizzate in passato per scopi terapeutici in una grande varietà di disordini della superficie oculare, le LAC morbide trovano sempre più ampio utilizzo nella profilassi terapeutica pre e post intervento, per cui appare evidente la loro sicurezza ed efficacia. Nell’ultima decade il loro utilizzo si è esteso ulteriormente sia grazie al miglioramento dei materiali delle lenti sia a causa dell’aumento delle indicazioni terapeutiche.
Gli effetti delle lenti a contatto terapeutiche sono:

  • effetto riepitilizzante (cicatrizzante)
  • effetto analgesico e protettivo
  • maggiore biodisponibilità di farmaci topici (LAC in collagene)
  • effetto disidratante sulla cornea
  • effetto idratante

L’effetto riepitilizzante è dovuto principalmente a due meccanismi: le lenti a contatto fornisco un supporto per la crescita regolare dell’epitelio; ed inoltre l’epitelio è protetto dal traumatismo che deriva dall’esposizione ad agenti esterni e dall’azione meccanica delle palpebre durante l’ammiccamento. Quindi alcuni esempi di condizioni in cui necessita la riepitilizzazione corneale: abrasioni ed erosioni corneali da corpi estranei o da agenti fisici e chimici; difetti epiteliali postchirurgici. Le lenti a contatto impiegate in questi casi sono prevalentemente LAC morbide hydrogel terapeutiche ed in alcuni casi lenti a contatto sclerali ad effetto terapeutico per l’epitelio corneale.
L’effetto analgesico e protettivo è conosciuto come “bendaggio della superficie corneale”. La copertura della superficie corneale riduce la sintomatologia (fotofobia, dolore, sensazione di corpo estraneo, bruciore, lacrimazione) causata dall’esposizione delle terminazioni nervose della cornea stessa. Lenti a contatto usate nei seguenti casi: distrofia di Fuchs, cheratopatia bollosa, perforazioni corneali, sindromi da erosioni corneali recidivanti, cheratite filamentosa, post chirurgia refrattiva, ustioni chimiche, entropion palbebrale, tricriasi, … Le lenti a contatto utilizzate sono LAC morbide terapeutiche.
Le LAC collagene e/o idrofile aumentano la biodisponibilità di preparati farmacologici in soluzione. Queste LAC si imbibiscono del collirio e prolungano il tempo di contatto tra il preparato e la superficie oculare. In parole povere hanno una spiccata capacità di incorporare e assorbire molecole idrosolubili.
Queste LAC, morbide, molto spesso si dissolvono in 12, 24 e 72 ore.
L’effetto di disidratazione corneale è necessario in presenza di edema corneale (aumento di contenuti acquoso all’interno dello stroma con conseguente perdita di trasparenza). In questo caso la LAC ad alta idrofilia tende a richiamare acqua dallo stroma e dall’epitelio corneale.
L’effetto di idratazione corneale necessita nei casi di evaporazione corneale: cheratite da lagoftalmo, ectropion palpebrale, cheratite neuroparalitica,
Poiché le LAC ad uso terapeutico spesso debbono essere indossate per periodi di tempo prolungati, è necessario che esse soddisfino determinati criteri, indispensabili per il comfort dei portatori:

  • Adeguata trasmissibilità dell’ossigeno;
  • iono-permeabilità;
  • idrofilicità della superfice;
  • resistenza alla formazione di depositi superficiali;
  • appropriata elasticità del materiale;
  • opportuna conformazione della lente.

La scoperta del silicone idrogel, grazie all’incorporazione di elastomeri di silicone, permette di avere un incremento della trasmissibilità per l’ossigeno, insieme ad un eccellente capacità umidificante. La manutenzione di queste lenti, così come la loro rimozione e riposizionamento risulta facile e maneggevole.