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Difetti visivi (Ametropie)

MIOPIA

La miopia è quel vizio refrattivo che fa percepire le immagini da lontano sfuocate. O meglio, per un oggetto posto all’infinito l’immagine di quest’ultimo viene a formarsi non sulla retina, ma prima. La miopia può essere congenita, ereditaria, degenerativa (associata a problematiche retiniche tipo la maculopatia, retinopatia) o può essere secondaria (es. la cataratta). Inoltre può essere assiale o refrattiva (da indice, da curvatura). La forma assiale è la più frequente ed è caratterizzata da un diametro anteroposteriore più lungo, ricordando che un occhio normale è lungo circa 24 mm. Ogni mm di differenza corrisponde a circa 3 D. La forma refrattiva è causata da un eccesso di potere diottrico del bulbo oculare, ricordando che l’occhio normale ha circa 60 D. Un’altra forma di miopia che va al di fuori della classificazione precedente è la “pseudomiopia”, o miopia da sforzo, frequente nei giovani.
I mezzi di correzione della miopia che offre la scienza sono i dispositivi medici, quali lenti oftalmiche (occhiale) o lenti a contatto; lenti chiamate divergenti o negative proprio perché abbiamo detto che la miopia consiste in un eccesso di potere, quindi necessita di un dispositivo che va a togliere questo eccesso. Esempio: un bulbo oculare con un potere diottrico di 62 D necessita di una lente – 2.00, ovvero della stessa entità dell’eccesso. Un altro metodo alternativo della correzione miopica e/o del controllo della progressione miopica (in età pediatrica) è l’ortocheratologia, tecnica di applicazione della lente a contatto a porto notturno (ortocheratologia).

IPERMETROPIA

L’ipermetropia è un vizio refrattivo, legato all’affaticamento, caratterizzato da un difetto di potere diottrico. Quindi, per un oggetto posto all’infinito l’immagine di quest’ultimo viene a formarsi dopo la retina, anche perché il bulbo oculare in questo caso è più corto, quindi, si parla di ipermetropia assiale, frequente e fisiologica in molti bambini proprio per le dimensioni ridotte di tutti gli organi e quindi anche nell’occhietto. Anche qui esiste la forma rifrattiva e può essere congenita o ereditaria. Se l’impermetropia è di media/alta entità, l’ametrope lamenta di vedere male a tutte le distanze, Mentre se di bassa/media entità potrebbe riferire solo sintomi astenopici, quali cefalea frontale, pesantezza oculare, sonnolenza, nausea, etc e non lamentare difficoltà di messa a fuoco. Queste infatti vengono compensate dal processo di ACCOMODAZIONE, processo fisiologico di messa a fuoco degli oggetti, proprio dell’occhio, governato dal cristallino, lente naturale ed elastica del bulbo oculare, collegata a sua volta al muscolo ciliare che si trova dietro l’iride.

Proprio per via dell’accomodazione esistono altre forme di ipermetropia:
– Latente (corretta appunto dall’accomodazione)
– Manifesta (non corretta dall’accomodazione)
– Facoltativa (che potrebbe essere corretta dall’accomodazione e quindi dà sintomi)
– Assoluta (non corretta dall’accomodazione perché eccede l’ampiezza accomodativa)
– Totale (la somma di tutte)

Anche in questo caso si usano sia occhiali che lenti a contatto, ma di tipo convergente o positivo, perché dobbiamo raggiungere la diottria mancante. Esempio: un bulbo oculare con un potere diottrico di 58 D necessita di una lente + 2.00, ovvero la stessa entità della carenza.

ASTIGMATISMO

L’astigmatismo, dal greco “non puntiforme”, a differenza della miopia e l’impermetropia (ametropie sferiche), e’ un vizio refrattivo che dipende nell’80% dei casi dalla forma della cornea (astigmatismo corneale), il rimanete 20% dalla forma del cristallino (astigmatismo interno). Ricordiamo che la cornea è il primo mezzo diottrico dell’occhio che incontra la luce, per capirci è quella cupoletta trasparente dove si applica la lente a contatto. Una cornea normale è pressoché sferica, mentre una corna astigmatica (detta anche torica) presenta 2 meridiani ortogonali tra di loro con curvatura diversa, chiamati meridiani principali (quindi uno più curvo e l’altro più piatto). In questo caso i raggi luminosi che incidono sulla cornea non convergono in un solo punto all’interno del bulbo ma bensì in 2 linee, anch’esse ortogonali tra di loro (dette linee focali); lo spazio occupato da queste linee è chiamato Conoide di Sturm, più ampia è la Conoide, più alto è l’astigmatismo.
Nel soggetto astigmatico la visione è quasi normale per entità modeste, mentre per entità superiori è ridotta a qualsiasi distanza: gli oggetti appaiono distorti, allungati, con riflessi fastidiosi, etc. Esiste un astigmatismo fisiologico (che ha delle entità basse di circa 0,50-0,75 D), causato dalla normale pressione esercitata sulla cornea da parte della palpebra superiore; in questo caso la cornea si incurva lungo il meridiano verticale.
Questo ci dà modo di classificare l’astigmatismo in base all’orientamento del meridiano più curvo:
– Astigmatismo secondo regola (più frequente): quando il meridiano più curvo è quello verticale
– Astigmatismo contro regola: quando il meridiano più curvo è quello orizzontale
– Astigmatismo obliquo
Inoltre l’astigmatismo si associa alla miopia e  all’ipermetropia. Infatti altra classificazione importante è quella a seconda della posizione dei fuochi (o linee focali) rispetto alla retina:
– Astigmatismo miopico semplice: una linea focale cade prima della retina e l’altra sulla retina
– Astigmatismo miopico composto: entrambe le linee focali cadono prima della retina
– Astigmatismo ipermetropico semplice: una linea focale cade dopo la retina e l’altra sulla retina
– Astigmatismo ipermetropico composto: entrambe le linee focali  cadono sulla retina
– Astigmatismo misto: una linea cade prima della retina e l’altra dopo la retina
Finora abbiamo descritto l’astigmatismo regolare, ovvero lungo lo stesso meridiano la curvatura è pressoché la stessa, ma esiste anche l’astigmatismo irregolare, dove la curvatura potrebbe cambiare ripetutamente lungo lo stesso meridiano. Un esempio tipico di astigmatismo irregolare si ha nel Cheratocono (link), distrofia corneale.
Per diagnosticare e quantificare in modo preciso l’astigmatismo, oltre la misurazione della vista, si eseguono diversi esami:
– Cheratometria (o oftlamometria), la quale permette di misurare la curvatura anteriore e centrale (3 mm) della cornea
– Topografia Corneale, attraverso un software permette di ottenere una mappatura punto per punto di una porzione più ampia della cornea. Test molto importante nella contattologia e in chirurgia refrattiva.
I mezzi di correzione dell’astigmatismo che offre la scienza sono i dispositivi medici, quali lenti oftalmiche (occhiali) e lenti a contatto, chiamate Toriche.

 

PRESBIOPIA

La presbiopia è una condizione fisiologica dove il cristallino perde progressivamente la sua elasticità, non riuscendo più ad esercitare il processo di accomodazione, causando l’incapacità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino. Normalmente la presbiopia insorge intorno i 43 anni. Uno dei segni che il soggetto presbite presenta è il tipico gesto di allontanamento degli oggetti  e del giornale dalla sua posizione abituale di lettura. La correzione necessaria per la presbiopia è definita addizione e si ha attraverso lenti oftalmiche e lenti a contatto di tipo positivo.